giovedì, Luglio 18, 2024
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La dea Diana nell’apparato iconografico della Reggia di Caserta

 

Tra le divinità romane più amate, è di certo stata molto importante per la civiltà romana insediata in Campania, quella che i latini definivano Campania Felix. Una zona densamente popolata già in antico, ma anche variamente selvatica e legata alla feralità degli abitanti dei boschi tra animali reali, fantastici, dei e ninfe.

Diana nella Reggia di Caserta

La predilezione per la divinità Signora degli Animali e dea della caccia è continuata nel tempo. Apprezzata per la sua bellezza e caratteri fanciulleschi, è stata ampiamente raffigurata nelle abitazioni private e nei palazzi pubblici non solo in epoca classica ma anche in epoca contemporanea. La Reggia di Caserta è tra i monumenti più eccezionali a disposizione del patrimonio culturale italiano, pari se non superiore alla Reggia di Versailles. Visitarla tutta è un’impresa da affrontare al massimo delle energie perché molto impegnativa ma è possibile seguire dei percorsi tematici.

Dagli interni riccamente decorati agli esterni verdi e lussureggianti, sentiamo la presenza di Diana come modello nelle raffigurazioni delle giovinette nell’apparato scultoreo e nelle raffigurazioni pittoriche. Appartenuta alla famiglia Borbone, si articola tra giardino e palazzo reale fatto costruire solo nel XVIII secolo in un’epoca in cui gli artisti e i committenti strizzavano l’occhio all’arte classica greca e romana realizzando opere in stile, perciò, neoclassico che ben si sposano con il contesto barocco.

La fontana di Diana ed Atteone

Non c’è bisogno di fare molta strada ma è bene rimanere idratati perché il percorso che unisce i giardini alla Reggia borbonica è all’aperto. La fontana è il “gioiello della corona” dell’apparato strutturale del complesso della reggia. Il gruppo scultoreo riproduce il mito di Diana ad Atteone e sono innumerevoli i personaggi che prendono parte alla scena. Diana viene colta di sorpresa dal cacciatore Atteone mentre si appresta a fare il bagno con le sue ninfe in uno specchio d’acqua, si copre pudicamente ma viene scorta. La punizione per Atteone fu l’essere trasformato in cervo al quale i suoi stessi cani diedero la caccia fino a sbranarlo nel folto del bosco. La fontana è stata protagonista di un’opera di restauro rivoluzionario totalmente realizzato con materiali e tecniche ecocompatibili.

Antichità o novità?

I Borbone con il loro Regno di Napoli erano la famiglia nobile più ricca conosciuta sulla penisola e non badarono a spese per la loro dimora regale. Furono utilizzati marmi antichi di reimpiego, commissionate nuove opere d’arte ed altre ancora originali di epoca romana, acquistate o ricevute in regalo da altri capi di stato, eminenze religiose e potentati vari. Furono a loro volta committenti e grandi amanti dell’arte, impiegarono quindi numerosi artisti di fama internazionale per la realizzazione di opere che li ritraevano. Associare la propria immagine alle antichità romane li legittimava come continuatori della grande potenza dell’antichità.

La Reggia dei record

Una direzione al femminile e lungimirante quella di Tiziana Maffei che nel 2023 ha visto oltrepassare la soglia ad oltre un milione di visitatori! I numeri sono destinati ad essere doppiati anche in questo anno ricco di eventi che renderanno la Reggia protagonista dell’estate culturale in Campania.

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