martedì, Gennaio 31, 2023
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L’Antico Egitto nei videogiochi

Quando le piramidi fanno da sfondo ai titoli più famosi

L’Antico Egitto ai tempi dei videogiochi non è una moda quanto una piacevole realtà che fa da sfondo ai titoli più famosi di sempre. Tale connubio non è novità, perché dall’uscita delle primissime console – tra cui NES – questi due elementi convivono benissimo. Per fare un esempio, gli oltre trentenni di oggi ricorderanno Eye of Horus, capolavoro del 1989 per Amiga, Atari ST, Commodore 64 e MS-DOS, che vede il giocatore controllare niente meno che il dio Horus, pronto a scoprire il nascondiglio delle sette parti del corpo del re defunto. Solo un anno più tardi ecco The Curse of Ra, un videogioco genere rompicapo ambientato nell’Antico Egitto. In questo caso abbiamo a che fare con delle tessere di puzzle da combinare con saggezza così da superare ogni livello. Con un salto in avanti, passiamo dal 2D in stile “pixelato” al 3D estremamente curato di “Ankh: Curse of Scarab King”, prodotto e distribuito da Deck13 Interactive per Nintendo DS e non solo. Questo titolo, come si evince dal nome stesso, è ambientato all’epoca dei Faraoni; qui il player di turno impersonerà Assil, figlio di un famoso architetto egiziano, che deve liberarsi in 24 ore al massimo della mummia che ha inavvertitamente risvegliato. E che dire poi di Sphinx and the Cursed Mummy per Nintendo Switch, dove tra tombe e tesori nascosti il protagonista di questa avventura deve porre fine ai sogni di conquista di Seth? Questo action-adventure in terza persona vanta talmente tante ore di gioco che per descriverlo nel dettaglio non basterebbe un articolo intero.

Da Double Dragon III passando per Book of Ra

L’Antico Egitto nei videogiochi è presente anche in Double Dragon III per NES, in particolare quando Billy e Jimmy si trovano a duellare contro i loro nemici nei pressi delle piramidi, nella quinta e ultima missione prima di prendere finalmente possesso delle pietre sacre. Se in questo caso il territorio più famoso bagnato dal fiume Nilo è solo lo sfondo di un livello di un gioco, così non è per quanto riguarda Egypt. Questo videogame targato NES, uscito esclusivamente per il mercato giapponese, è un puzzle game strategico non per tutti, considerando l’alto tasso di difficoltà, ma è comunque apprezzabile. Quando c’è di mezzo l’Antico Egitto non ci sono solo i videogiochi, ma anche quei passatempi online che prendono spunto da questa civiltà millenaria di cui si sa ancora molto poco: uno di questi ha a che fare con il leggendario libro dei morti ed è la slot Book of Ra. Se è pur vero che per giocare a Book of Ra non è necessario conoscere questo mito, comunque approfondirlo sarebbe un buon modo per meglio immergersi all’interno di questo titolo che si può trovare facilmente sul web. Scopo del gioco è ottenere una vincita collezionando 2 o più simboli uguali sulla stessa linea di puntata. Detto così sembra semplice e invece non lo è, a meno che non ci si affidi agli antichi dei dell’Egitto!

Un’ambientazione unica

Non è un caso se l’industria ludica per i suoi prodotti utilizza elementi tipici dell’Antico Egitto. Sfruttare la sua affascinante ambientazione – una delle tante di questo nostro fantastico pianeta – è un buon modo per coinvolgere ancor più il giocatore, che verrà stimolato a ricercare i tesori nascosti all’interno dei passaggi segreti delle piramidi.

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