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Chi è Unabomber Italia? Storia, serie, quando è stato preso

In occasione del documentario Unabomber Italia, in onda in prima serata su Rai 2 ieri 13 ottobre, facciamo un salto nel passato. Recuperiamo insieme da cosa deriva quest’espressione e a quale evento fa riferimento.

Unabomber Italia: storia 

Il concetto Unabomber indica un cruento periodo della storia italiana, che risale tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del nuovo millennio, specificamente nella parte orientale della nostra nazione. Esso si caratterizza per una serie di ordigni rudimentali che, collocati in diversi luoghi, attentano inauditamente alla vita delle persone. E il tutto solo per il macabro sfizio di una mente problematica. Le indagini degli inquirenti, focalizzate su un unico indiziato, sono archiviate senza risultati ottimali. La persona indagata si rivela estranea alla vicenda. Ancora oggi, l’identità dell’attentatore si cela nel mistero. L’operazione Unabomber trae il suo nome da un caso analogo, che si verifica negli Stati Uniti d’America, dalla fine degli anni ’70 al 1995. Tuttavia, a differenza di quanto vive l’Italia, le forze dell’ordine oltre-oceaniche riescono finalmente a individuare il volto del criminale in Theodore Kaczynski.

Si tratta di uno studioso matematico che, in seguito all’arresto, giustifica il suo comportamento come un modo per combattere l’involuzione causata dalla tecnologia. Ciò spiegherebbe anche il “folle motivo” per il quale egli concentra i suoi attacchi nei contesti universitari e nelle zone aeroportuali. Infatti, il termine UnaBomber, coniato dalla FBi, non è altro che l’acronimo di University and Airline Bomber. 

Attentati in Italia

La storia dell’attentatore americano, i suoi tentativi omicidi e il suo arresto, fanno il giro nel mondo, riecheggiando anche in Italia. Qui, il primo tentativo di replicare quanto accaduto in America si ha il 21 agosto del 1994 in occasione di un evento locale, ovvero la sagra degli Osei nella cittadina di Sacile, presso Pordenone. In questa circostanza, l’aggressore lascia un tubo in prossimità di una piccola fontana, che nell’esplosione ferisce una mamma e le sue figliolette. Dal momento che l’evento risulta isolato non desta eccessiva preoccupazione. Ma in seguito delle repliche accadono rispettivamente in un centro commerciale sempre sito a Pordenone, poi nella chiesa di Aviano e durante il carnevale di Azzano Decimo.

Questa serie di eventi induce il sostituto procuratore di Venezia, Felice Casson, a far analizzare e a confrontare il contenuto di questi ordigni. Il risultato? Nel 1996, si ha la certezza che sono tutti lavorati nella stessa modalità e attribuibili ad unico responsabile. Tuttavia la situazione si tranquilla per circa 4 anni. Infatti, l’attentatore riprende a colpire il 6 luglio nel 2000, lasciando sempre un tubo in lega metallica presso un lido di Lignano Sabbiadoro, la cui esplosione ferisce un carabiniere in pensione. A partire da quel momento, il criminale muta metodo. Egli ricorre all’inserimento di bombe in oggetti di vario tipo, come nei pacchi di uova e nelle bottiglie di sugo. L’ultima esplosione risale al 2006 presso il fiume Livenza.

Unabomber Italia: chi è l’indiziato?

Il principale indiziato è Elvo Zornitta, un ingegnere dalle sottili competenze in materia di esplosivi, affetto da una menomazione e presente negli stessi luoghi degli attentati. Una serie di indizi che lascia presumere che il suo identikit coincida con quello dell’attentatore. Questa vicenda viene archiviata per la manomissione degli oggetti sequestrati, da parte di Ezio Zernar, direttore tecnico attivo al laboratorio investigativo di Venezia. Infatti, l'”uomo di legge” è condannato a due anni di reclusione con il capo di frode processuale e di falso ideologico.

 

 

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