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Sifilide: cos’è, sintomi iniziali, cura

Ingenuamente molti pensano che oggi la sifilide sia una malattia completamente scomparsa ma non è così. In alcuni posti del mondo è ancora molto presente e sicuramente presenta un rischio reale per la salute di tante persone. Vogliamo spiegare quindi cos’è la sifilide, perché non dev’essere sottovalutata e quali sono le cure esistenti al momento.

Fa parte delle malattie sessualmente trasmissibili che stanno tornando a diffondersi nuovamente in tutto il mondo ed è considerata un’emergenza sanitaria proprio dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Si tratta di una malattia che potrebbe essere facilmente aggirabile, se solo si adottassero le necessarie accortezze. Pare però che sia una malattia molto difficile da curare e gestire.

Sintomi sifilide trasmissione e test

La sifilide o syphilis è un batterio che viene trasmesso il più delle volte sessualmente. La trasmissione avviene con il contatto diretto delle mucose genitali che vengono a contatto con lesioni della pelle o con una cute danneggiata. Si trasmette facilmente a seguito di rapporti non protetti ma non solo. È possibile infatti contrarre la malattia a causa di trasfusioni di sangue infetto o tramite la cosiddetta sifilide congenita. In questo caso è la madre malata a trasmettere il batterio al feto attraverso la placenta.

Le varie fasi della malattia prevedono la sifilide primaria il cui sintomo principale è il sifiloma, la sifilide secondaria invece prevede la comparsa di lesioni in tutto il corpo, linfonodi ingrossati, mal di gola, perdita improvvisa di peso e febbre.

C’è poi un terzo stadio che è quella latente che non prevede nessun sintomo ed è più difficile da individuare. L’ultima è la neurosifilide cioè il terzo stadio della malattia che interessa l’apparato neurologico e motorio.

Una volta che ci si rende conto dei primi sintomi dopo aver contratto la malattia è necessario svolgere un test sifilide per poter anche iniziare un trattamento adeguato. Il problema è che in generale è molto difficile accorgersi di essere stati contagiati, a meno che non ci si rende conto di aver avuto un rapporto con una persona contagiata.

Bisogna fare attenzione, soprattutto nello stadio iniziale alla comparsa del sifiloma. È il primo sintomo che si sviluppa anche piuttosto velocemente a seguito del contagio. Si tratta di una lesione arrossata e umida a livello dei genitali che a volte è anche molto piccola e non sempre visibile tanto da creare fastidi.

Trattamenti e cure

Una volta individuato il problema e diagnosticata la sifilide bisogna iniziare il trattamento. Sifilide cura, così come avveniva in antichità, è intervenire con la penicillina. Questo trattamento nella maggior parte dei casi è ottimo per risolvere la malattia con una sola dose. Ci sono però dei casi di allergia alla penicillina che rendono necessaria la cura con altri farmaci.

Esistono infatti antibiotici alternativi per la cura della sifilide che però non possono essere somministrati. In caso di gravidanza l’unico trattamento possibile è quello con penicillina, oltre che il trattamento antibiotico che dovrà essere somministrato al nascituro.

Una volta terminata la terapia i pazienti dovranno poi essere sottoposti ad un test del sangue per verificare se i farmaci hanno agito correttamente. Durante la cura è obbligatorio astenersi da rapporti sessuali di ogni tipo per evitare di contagiare altre persone.

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