giovedì, Agosto 18, 2022
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Articolo 39 Costituzione, cosa stabilisce? Tutte le spiegazioni

L’art 39 costituzione italiana Il diritto alla libertà sindacale diritto alla libertà sindacale.
Vediamo che cosa ci dice d’articolo e cerchiamo di comprenderlo insieme

Art 39 costituzione spiegazione

L’articolo 39 della costituzione italiana ci dice che: “l’organizzazione sindacale e’ libera. Ai sindacati non puo’ essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge. E’ condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica. I sindacati registrati hanno personalita’ giuridica. Possono,rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti,stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce“.

Le libertà sindacali

Secondo la nostra Costituzione le libertà sindacali sono due da una parte troviamo quella che è la libertà del lavoratore di poter aderire al sindacato che preferisce, senza che nessuno possa influire e debba influire sulla sua scelta.

Dall’altro invece lato troviamo, invece, la libertà di poter costituire sindacati senza dover necessariamente avere l’autorizzazione di natura amministrativa da parte dell’autorità. Unico obbligo è quello di registrarsi e di dichiararsi per poter acquisire la natura giuridica per poter stipulare accordi, relativi a diversi aspetti della vita lavorativa all’inerno delle aziende dei lavoratori.

In particolare, gli accordi che i sindacati in Italia vanno a stipulare con i datori di lavoro riguardano ad esempio: i contratti collettivi nazionali del lavoratori. Una volta raggiunto l’accordo Il beneficio ottenuto in sede contrattuale riguarderà tutti i lavoratori di quella determinata categoria.

I datori di lavoro

L’art 39 della costituzione non sancisce solo ed esclusivamente la libertà sindacale per i lavoratori ma anche per i datori di lavoro. Questa norma è compresa nella parte della costituzione che va dall’articolo 35 all’articolo 40, che stabilisce la tutela del lavoro. In particolare, si riferisce alla possibilità degli imprenditori di avere una propria rappresentanza a livello sindacale.

Tuttavia, però, per quanto la norma di riferimento possa essere ricercata in questa, in realtà il diritto di aggregazione per i datori di lavoro, può e deve essere maggiormente ricercato, nell’articolo 18 che è la norma che va a regolare e a stabilire la facoltà dei cittadini di associarsi liberamente.

Questo per esulare dalla specificità delle norme che vanno prevalemtemente a tutela del dipendente, piuttosto che dell’imprenditore.

I limiti

L’articolo 39 della costituzione va a ristabilire il diritto alla libertà sindacale, interrotto durante il periodo fascista. In quel periodo esisteva soltanto un organo sindacale, che in buona sostanza era al servizio del regime. Con il tempo e terminata quella particolare epoca storica, Il sindacato è tornato ad occuparsi della tutela del lavoro.

Tuttavia, anche oggi, seppur i sindacati sono per radicati nella vita dei lavoratori, a questi viene mossa la critica perenne di occuparsi dei lavoratori già in essere all’interno delle aziende, ma di non tutelare affatto chi è alla ricerca di lavoro e quindi di non contrastare in maniera efficace la grande piaga della disoccupazione.

Non c’è pertanto una mediazione diretta tra sindacati e aziende, per l’ingresso del mondo del lavoro dei giovani o per il ricollocamnto dei disoccupati, ma una mediazione diretta con chi è già presente sul posto di lavoro.

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