martedì, Settembre 27, 2022
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Sara Reginella, chi è? Curriculum, libro, regista, film, comunista

Sara Reginella è una regista italiana, nata ad Ancona, nel 1980. Oltre a occuparsi della realizzazioni di filmati aventi come tema centrale la guerra, svolge anche la professione di psicologa ad indirizzo clinico, giuridico e psicoterapeutico.

Reginella si occupa, dunque, principalmente, della realizzazione di reportage di conflitti che contrappongono  nazioni differenti. Sono tutti film che integrano le dinamiche psicologiche dei personaggi con gli eventi che, normalmente, hanno luogo nel corso di scontri attuali.

La direttrice artistica si preoccupa di porre al centro dei riflettori soprattutto i deboli, i dimenticati dalle notizie e della Storia. La film-maker concepisce video di tale portata sin dal 2015.

La protagonista del pezzo odierno si è anche cimentata nel mondo della scrittura, con la pubblicazione del testo Donbass: la guerra fantasma nel cuore dell’Europa.

I temi del suo libro e il suo iter professionale

Le ultime interviste rilasciate dall’autrice hanno avuto come perno centrale proprio la narrazione dei tragici episodi dell’ultimo conflitto ora in corso nell’Europa orientale.  

La sua posizione è filorussa e filocomunista: Reginella ritiene, difatti, che Putin abbia soltanto reagito ad un’invasione degli usa, mascherata sotto l’installazione di basi Nato, poste proprio nei Paesi che accerchiano l’attuale Russia.

La Russia starebbe, quindi, solo rispondendo ad una minaccia americana. La regista sostiene, inoltre, che gli intellettuali schieratisi dal lato occidentale abbiano adottato la loro posizione, per mera convenienza.

Ci sarebbe un invisibile regime dittatoriale che proibisce a chi passa dalla parte sbagliata di ricoprire le sue funzioni. Reginella afferma di poterselo permettere, in quanto possiede più di un lavoro.

Il suo pensiero mira alla ricostruzione della verità, all’eradicazione delle sofferenze di popolazioni residenti in regioni come il Donbass.

Il documentario pluripremiato di Sara Reginella

Il filmato, in cui sono ripresi dal vivo gli stessi argomenti poi trattati nella recente pubblicazione fisica della direttrice artistica, s’intitola Start up a War- psicologia di un conflitto.

L’esigenza di narrare di questa guerra, detta anche guerra dell’Ucraina orientale, nasce proprio dall’ira provata dalla psicologa nei confronti della censura esercitata dalla società occidentale verso tale contrasto.

Nell’estate del 2014, mentre numerosi cittadini del Donbass erano sottoposti ad atroci violenze, la stampa occidentale occultava gli avvenimenti.

Tutto quel che riguardava quel conflitto era rintracciabile mediante media e agenzia di stampa dell’altra porzione del globo.

Il motivo di tale occultamente, a parere di Reginella, stava nel fatto che il fenomeno denominato Euromaidan doveva essere visto come una svolta per l’Ucraina, in senso democratico.

Si doveva celare a tutti i costi che quell’accadimento non era un passo compiuto verso l’installazione di una democrazia, ma quasi un golpe nazista col quale era stato cacciato via un presidente eletto dal popolo stesso. L’uomo posto a capo del Paese dalla forze occidentali fu, invece, l’iniziatore di interventi bellici in altre regioni.

Questo l’inizio di una sfolgorante carriera come documentarista per Sara Reginella che l’ha portata al concepimento di un’inchiesta pluripremiata.

Tramite metafore psicologiche, come quella del doppelganger, ha raccontato la spaccatura di un popolo ucraino diviso dalla guerra. La stessa figura è stata poi impiegata per dare vita alla spaccatura della popolazione occidentale, la quale conosce solo verità parziali di ogni evento.

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