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Riparazione tissutale: che processo è? Quali fasi comprende?

Il nostro organismo risponde ad una lesione con un processo che potremmo definire, sotto certi punti di vista, magico. Stiamo parlando della riparazione tissutale, la quale non rappresenta altro che il ciclo di guarigione delle ferite e che consiste nel ripristino della situazione iniziale o comunque nella sintesi di tessuto connettivo e la maturazione poi del tessuto cicatriziale.

Riparazione tissutale: il processo

Il fenomeno della riparazione tissutale è dinamico e, come vedremo successivamente, comprendere varie fasi differenti. A prescindere da tutto, è interessante constatare come questo coinvolga molte popolazioni cellulari, nonché mediatori solubili: sono molteplici le cellule residenti nel sito di danno che partecipano al processo in modo diretto e agiscono da effettori di fenomeni coagulativi e immunitari. Va da sé che la gravità e l’estensione del danno tessutale determinano la riparazione e il grado di recupero funzionale del tessuto leso.

A tal proposito, appare utile comprendere che esista una sorta di classificazione delle ferite. Per esempio, le ferite per prima intenzione sono caratterizzate da margini netti e stretti (danno minimo); quelle per seconda intenzione, invece, presentano dei margini non approssimati (danno più esteso). Al netto di ciò, l’importante perdita di tessuto comporterà un riempimento con del tessuto granulazione, poi sostituito da tessuto cicatriziale (processo di cicatrizzazione delle ferite). La guarigione di una ferita, quindi, può variare a seconda del tipo di danno subito.

Rigenerazione tissutale: ecco le fasi

Il processo di riparazione delle ferite, la riepitelizzazione della ferita, avviene attraverso varie fasi. Vediamo quali sono.

Fase Infiammatoria

La fase infiammatoria è quella più complessa, sotto certi punti di vista. In questo momento, l’organismo si deve difendere dall’azione di più agenti nocivi: questi possono essere di origine batterica, meccanica, chimica ma anche fisica. Tutte le reazioni infiammatorie sono presenti nelle ferite e si possono presentare clinicamente con sintomi quali: gonfiore, dolore, calore e arrossamento. Durante questo processo sono le piastrine ad essere coinvolte, formando un coagulo e innescando la produzione di molecole utili a richiamare i globuli bianchi nella ferita. La durata di questa fase è di circa 3 giorni (con detersione costante della ferita).

Fase della granulazione e proliferazione cellulare

In questo caso parliamo di una fase caratterizzata dal deposito di collagene, che fornisce sostegno al tessuto sottocutaneo e di neo-angiogenesi. Agiscono, qui, i fibroblasti. Ti starai chiedendo i fibroblasti cosa sono. Si tratta di cellule particolari che hanno la funzione di produrre collagene e creare un processo omeostatico che è caratterizzato dalla deposizione del collagene stesso e dalla demolizione di rete fibrinica.

Fase di rimodellamento

In tal caso, la fase è caratterizzata dal processo riparativo basato sulla proliferazione delle cellule, riempendo la zona colpita con un tessuto nuovo. Questa fase può avere un decorso lungo ed è del tutto legata alla sintesi tra collagene e degradazione.

Fase della contrazione cicatriziale

Fase finale in cui il rivestimento epidermico completa la guarigione della ferita. Avviene la maturazione delle fibre di collagene e l’organizzazione delle stesse per permettere la formazione della cicatrice definitiva. In questa fase, inoltre, i fibroblasti si tramutano poi in miofibroblasti, che consentono la contrazione della ferita.

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