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Legge Tognoli: a che anno risale? Che cosa dice? Quando va applicata?

Non tutti forse sanno che esiste una legge che regola la presenza di box auto e parcheggi: stiamo parlando della Legge Tognoli 122/89. Vediamo nel dettaglio.

Legge Tognoli parcheggi: ecco cosa dice

Per prima cosa c’è da dire che la Legge Tognoli risalga al 24 marzo del 1989: questa provvede a determinare dei criteri di valutazione del fabbisogno dei parcheggi, con riferimento particolare alle tipologie e funzioni differenti.

Come facile intuire, si tratta di una legge che è stata pensata in primis per stare al passo coi tempi relativamente all’aggiornamento degli standard urbanistici. La legge prende il nome dal ministro Tognoli, il quale si occupò della sua redazione.

La legge Tognoli sui parcheggi si esprime circa la regolarizzazione della creazione di nuovi spazi adibiti alla sosta delle auto: queste aree vengono chiamate aree di pertinenza di un immobile. La legge in questione trova applicazione solo nei casi in cui il parcheggio che si ha necessità di realizzare deve essere poi collocato nel sottosuolo o al pian terreno di edifici.

La realizzazione di spazi nei piano sottozero, che non comporta innalzamento o sopraelevazione di coperture delle autorimesse pertinenziali (quindi strutturalmente autonome) non rientra nella copertura di questa legge: difatti, la legge Tognoli parcheggi pertinenziali deve essere tenuta in considerazione solo in caso di parcheggi costruiti interamente sotto terra.

L’articolo 9 della Legge è molto chiaro in merito: “I proprietari di immobili possono realizzare nel sottosuolo degli stessi ovvero nei locali siti al piano terreno dei fabbricati parcheggi da destinare a pertinenza delle singole unità immobiliari, anche in deroga agli strumenti urbanistici ed ai regolamenti edilizi vigenti.

Tali parcheggi possono essere realizzati, ad uso esclusivo dei residenti, anche nel sottosuolo di aree pertinenziali esterne al fabbricato, purché‚ non in contrasto con i piani urbani del traffico, tenuto conto dell’uso della superficie sovrastante e compatibilmente con la tutela dei corpi idrici”.

Legge Tognoli garage: quando va applicata?

Nel concreto, quando va applicata quindi? La legge Tognoli va applicata solo nel caso in cui il soggetto proprietario di un immobile decida di costruire degli spazi di pertinenza “esclusiva” adibiti a parcheggi. Nei limiti della legge, ciò è consentito: la Giurisprudenza, però, è stata chiamata negli ultimi anni a pronunciarsi molte volte. Sì, perché non sono mancati casi in cui i proprietari di un edificio venissero poi denunciati dai vicini perché ritenevano che i soggetti “colpevoli” avessero realizzato un edificio con finalità abitativa.

La Legge in questione, ricordiamo, non legittima l’innalzamento di una copertura, qualora questa venga creata nel sottosuolo. La realizzazione delle pertinenze deve avvenire fintanto che lo stato esterno dei luoghi non viene alterato. In concreto, non è consentito procedere all’aumento volumetrico in assenza di titoli abitativi necessari.

Con una sentenza del 2018, la Corte di Cassazione ha specificato come la Legge Tognoli si possa esprimere solo sulla realizzazione di pertinenze nel sottosuolo o al massimo al pian terreno di fabbricati già esistenti.

In tal caso saranno necessari solo i documenti di certificazione di inizio lavori. Insomma, oggi abbiamo a che fare con una Legge Tognoli aggiornata, visto che i tempi in cui era stata redatta sono ormai lontani. Per quanto concerne la nuova costruzione ad uso abitativo, la legge impone anche un calcolo elaborato in proporzione ad ogni metro cubo in costruzione.

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