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Streptococcus salivarius: quali sono le caratteristiche di questo batterio? Come agisce?

Molte persone, in particolar modo bambini che frequentano scuola o asilo, sono particolarmente sensibili ad infezioni ricorrenti come otiti, faringiti, tonsilliti e così via. Non tutti sanno, però, che per combattere questo tipo di infezioni sia possibile affidarsi all’azione di un batterio chiamato Streptococcus Salivarius. Scopriamo di più in merito.

Streptococcus Salivarius: caratteristiche essenziali

Questo batterio è detto probiotico, sostanzialmente un microrganismo vivo, il quale è già normalmente presente nella flora batterica della cavità orale. Questo particolare batterio, a differenza di altri, però, è da tempo già oggetto di vari studi volti a capirne effettivamente le sue capacità su tutto il microbiota orale: pare che sia in grado di ridurre l’incidenza delle infezioni tonsillari e faringee.

Per la precisione, va detto che il genere Streptococcus sia la specie di batterio più presente all’interno della nostra cavità orale: esistono diverse specie, ma quella salivarius è tra quelle che combattono al meglio per il dominio dei tessuti orali. Non parliamo di batteri patogeni, anzi, quando lo Streptococcus salivarius non è presente in quantità adeguate, lo spazio è essenzialmente occupato da altri batteri dannosi (quali per esempio la Moraxella Catarrhalis), i quali possono aggredire la mucosa e anche le vie respiratorie.

Il K12 è lo Streptococcus salivarius più noto: è stato isolato per la prima volta oltre 30 anni fa (dalla bocca di un bimbo neozelandese). Da allora, i diversi studi sostenuti hanno dimostrato come questo ceppo limiti la crescita di altri batteri patogeni che causano infezioni delle vie aeree e non solo. Proprio per questo motivo, alcuni hanno cominciato a comprendere che probabilmente lo Streptococcus salivarius possa prevenire le infezioni.

Streptococcus Salivarius: come agisce?

I batteri “buoni”, quindi, contrastano l’azione di batteri cattivi. Questa è la base della bioprotica: potrebbe essere una soluzione molto interessante per cominciare a ridurre l’utilizzo di farmaci, come quelli antibiotici, che vengono spesso utilizzati per patologie molto frequenti. D’altronde sono anni che si parla di questa problematica e del fatto che si possa riscontrare l’antibiotico-resistenza a lungo andare.

Come già anticipato, sono stati condotti moltissimi studi nel corso degli anni per verificare effettivamente l’efficacia di questo batterio contro tonsilliti, otiti, alitosi e faringiti. Per esempio, uno studio ampio fu condotto una decina di anni fa da scienziati italiani e dimostrò che il numero di infezioni streptococciche si ridusse significativamente.

Un altro studio, di qualche anno più tardi, ha invece dimostrato come la profilassi eseguita per tutte le sere aveva ridotto l’incidenza anche di infezioni non streptococciche (vedasi, otite). I soggetti (prevalentemente bambini) che erano stati sottoposti agli studi avevano utilizzato antibiotici fino anche a 30 volte in meno rispetto a quelli non sottoposti alla profilassi.

Quando usarlo

In base agli studi effettuati e pubblicati nel corso degli anni, è stato dimostrato che lo Streptococcus salivarius potrebbe essere utilizzati in determinati casi. Tra questi:

  • situazioni di ricorrenti infezioni faringo-tonsillari (anche non streptococciche);
  • situazioni ricorrenti di tonsilliti streptococciche dimostrate con esami colturali;
  • introduzioni in ambiente comunitario;
  • alitosi;
  • lista di attesa per operazioni come tonsillectomia e adenoidectomia,
  • otiti medie ricorrenti e trattate con antibiotici.
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