lunedì, Giugno 27, 2022
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Immobile intestato ad un solo coniuge, è possibile? Come funziona? Che tassazione comporta?

L’ordinamento giuridico italiano regola numerosi aspetti della convivenza sociale. In questo modo, è possibile scovare tutte quelle sfaccettature che possono tornare utili per qualsivoglia evenienza. Nel caso di immobile intestato ad un solo coniuge, si ha a che fare con una casistica che può variare a seconda del legame coniugale precedentemente instaurato. L’intestazione immobile a coniuge prevede, quindi, dei riferimenti civilistici chiari da prendere in considerazione qualora la circostanza lor richieda. In aggiunta a ciò, sono previsti persino dei dettagli tributari che mutano sostanzialmente da un caso all’altro, per cui bisogna fare il punto della situazione senza lasciare nulla al caso.

Immobile intestato ad un solo coniuge: la comunione dei beni

Per quanto riguarda la comunione di beni immobili, si ha a che fare con un regime che nasce, in maniera automatica, non appena due persone si congiungono mediante il rito del matrimonio. Pertanto, i beni prima del matrimonio sono ancora proprietà esclusiva dei titolari di turno, mentre quelli acquisiti dopo le nozze comporranno una sorta di patrimonio condiviso. Nel novero dei beni che si avvalgono dell’acquisto in comunione dei beni ci sono quelle transazioni effettuate in modo separato dalla moglie o dal marito e quelle poste in essere in modo congiunto. A ciò, poi, si aggiungono le aziende a conduzione familiare istituite dopo il matrimonio, le rendite non consumate qualora sopraggiunga lo scioglimento del matrimonio e i proventi non consumati delle attività individuali svolte da marito e moglie.

Per quanto riguarda intestare casa alla moglie e acquisto immobile in comunione dei beni, il discorso non cambia. Quindi, la comunione dei beni immobili resta intatta anche quando si compra una casa dopo il matrimonio. L’unica eccezione in tal senso riguarda la casistica seconda la quale l’immobile in questione serva ad uno dei coniugi per svolgere una determinata attività professionale. In alternativa a ciò, si può specificare, mediante un atto scritto, il possesso esclusivo del predetto immobile. La tassazione prevista per l’occasione è imputabile ad una separazione dei redditi derivanti da comunione dei beni al 50%. Quindi, i due coniugi si trovano in un regime paritario caratterizzato, a sua volta, da specifiche aliquote IRPEF.

In separazione dei beni a chi va la casa?

Dopo aver approfondito gli aspetti salienti della comunione beni immobili, occorre analizzare la fattispecie della separazione dei beni. A differenza della precedente casistica, qui i due coniugi hanno proprietà esclusive sulle case acquistate prima o dopo il matrimonio – con ricadute fiscali più nette che si differenziano a seconda dei soggetti coinvolti. Certo, c’è sempre la possibilità di procedere con un’intestazione in comproprietà, ma ciò può verificarsi solo attraverso la ripartizione delle quote quando si fa il rogito.

Pertanto, l’acquisto casa in separazione dei beni permane anche in caso di scioglimento del matrimonio. In caso di divorzio casa intestata al marito, il possesso in tal senso resta immutato. Perciò, non si potrà esercitare alcun tipo di rivendicazione, a meno che non si ricorra ad una legge ad hoc. Si tratta della norma della donazione, un articolo legittimo (come il mutuo intestato ad un solo coniuge) che può essere revocato solo in presenza di un’ingiuria particolarmente grave.

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